Siti
Annunci di Lavoro

La Storia di Lavena Ponte Tresa

Le Origini e lo sviluppo di Lavena Ponte Tresa

Il comune di Lavena Ponte Tresa è formato da due diversi centri, ovvero da Lavena e da Ponte Tresa; il primo centro conta due nuclei abitativi (Castello e Villa), mentre il secondo ha origini recenti, databili attorno al XIX secolo, legate in particolar modo al movimento dei frontalieri verso la Confederazione Elvetica.

Il fenomeno dei frontalieri divenne assai diffuso intorno alla metà del XX secolo; essi sono lavoratori pendolari che ogni giorno attraversano una frontiera tra Stati per recarsi al posto di lavoro.

Attualmente la Svizzera identifica con tale termine i lavoratori stranieri residenti all'estero nel territorio di confine.

Grazie al frontalierato Lavena Ponte Tresa vide aumentare il numero dei propri abitanti da quasi 1000 a oltre 5000. Lavena fu abitata dai Romani, dai Galli e dai Liguri fino a quando diventò parte del Contado del Seprio, territorio che nell'epoca medioevale inglobava l'attuale Varese e si estendeva dal Lago di Como fino al Nord di Milano.

Ai giorni d'oggi questa zona corrisponde alla valle dell'Olona, zona di grande rilevanza dal momento che si trovava tra due importanti vie di comunicazione, quella che andava dalla pianura padana fino a Bellinzona, città della Svizzera e capitale del Canton Ticino, e quella che collegava Aquileia con Ivrea, dunque il Veneto con il Piemonte.

Il ponte di questo comune venne attraversato da diversi popoli, quali i Franchi giunti da Bellinzona nel 590 prima dello scontro con i Longobardi, oppure Federico Barbarossa e Federico II di Svevia, i Sacri Romani Imperatori Ottone II e Enrico II.

Agli inizi del 1800 percorsero il ponte gli uomini dell'esercito del russo Suvorov, al fine di guerreggiare contro l'esercito francese capeggiato dal generale Massena.

Fu oggetto di grandi privilegi, come l'esonero di cospicue imposte in cambio della manutenzione della via d'acqua e del ponte; questo genere di privilegio venne addirittura avallato dalla Lega dei dodici Cantoni Svizzeri.

A Ponte Tresa giunsero anche le avanguardie leventinesi pochi giorni prima della battaglia di Giornico, detta altresì battaglia dei sassi grossi, che ebbe luogo il 28 Dicembre 1478 e vide la disfatta dell'esercito del ducato di Milano.

A scatenare questa battaglia storica fu il rifiuto di Galeazzo Maria Sforza nonché duca di Milano di concedere il possesso della Leventina agli Urani secondo gli accordi del 1466. Gli Urani invasero la Leventina , furono accolti come liberatori e per tale motivo supportati dalla maggioranza della popolazione, tra l'altro spesso in lotta con Milano.

Essi si accamparono alle mura di Bellinzona, colsero di sorpresa le truppe milanesi e le misero in fuga. Milano rinunciò dunque alla Leventina, che ritornò un dominio urano, e mantenne Bellinzona.

Il piccolo comune fu sede di altre numerose battaglie, come quella che vide affrontarsi nel 1501 le truppe francesi del re Luigi XII e gli Svizzeri per ottenere il possesso del Ducato di Milano; si ricorda la battaglia di Marignano del 1515, conosciuta anche con il nome di battaglia dei giganti.

Al termine di essa Milano venne restituita alla Francia e Marignano stabilì la superiorità della cavalleria svizzera e dell'artiglieria francese.

Durante la loro ritirata, gli Svizzeri occuparono la zona del Canton Ticino e a partire da quel momento la regione rimase di dominio svizzero.

Per porre termine alla violazione del blocco commerciale contro l'Inghilterra causato dal contrabbando delle merci coloniali, le truppe di occupazione del Regno di Italia penetrarono nel Canton Ticino nel 1810.

Lavena Ponte Tresa

Navigare Facile